Progetti regionali e nazionali

Monitoraggio e valutazione degli interventi promossi dal progetto “Urban Creativity Lab”

Descrizione progettoL'obiettivo principale della ricerca è quello di approfondire le motivazioni e le competenze acquisite dai giovani partecipanti al Progetto Urban Creativity Lab, fornendo indicazioni sui possibili sviluppi futuri. Oggetto della ricerca è verificare l'efficacia nel promuovere gli obiettivi del Progetto: dall’acquisizione di nuove life skills e competenze, all’ampliamento della capacità di lettura e comprensione della realtà frequentata; dallo sviluppo della consapevolezza di sé (emozioni, pensieri, desideri, qualità e limiti) all’aumento della percezione positiva su: autostima, autoefficacia, benessere complessivo; dallo sviluppo di capacità progettuale e gestione operativo di progetti all’ampliamento dell’apertura verso nuove possibilità di studio o lavoro. L’indagine intende fornire un identikit dei giovani che frequentano l’Urban Creativity Lab, uno dei pochi spazi a disposizione per il tempo libero nella città di Arezzo.

Referente DSFUCI progetto: Francesca Bianchi

Finanziamento a favore di UNISI: 8.000,00

 

“Fregati dall’accento!”. La discriminazione linguistica nei contesti scolastici

Il progetto si propone di capire come i differenti accenti nella voce vengono processati cognitivamente, quale conoscenza implicita viene sviluppata rispetto alle differenze fonetiche legate all’etnia dei parlanti, come sono utilizzate queste informazioni nella creazione delle categorie di “straniero”, “diverso”, come nascono gli stereotipi espliciti e impliciti rispetto alle categorie di ‘cinese’, ‘arabo’, ‘italiano (generico)’, ‘fiorentino’, …, come viene gestita (e percepita) la comunicazione in contesti plurilingui. Gli accenti non-nativi della lingua del paese ospitante possono essere fortemente stigmatizzati e lo stigma ha pesanti ricadute in ambito educativo e anche sociale (l’effetto della voce in un colloquio telefonico, in una interrogazione, nella ricerca di un lavoro o di una casa in affitto).

 

Il campione sperimentale è rappresentato dalle scuole secondarie di primo e secondo grado dell’area fiorentina-pratese ove forte è la presenza di studenti di origine straniera (soprattutto cinese, ma anche araba e rumena). Studenti e docenti vengono coinvolti in indagini con metodiche anche molto differenti (questionario esplicito, autobiografie linguistiche, interviste, tasks percettivi per il rilevamento degli atteggiamenti impliciti). Il progetto ha ricadute sul piano della linguistica generale (comprensione dei meccanismi che sottostanno alle ideologie linguistiche e agli atteggiamenti linguistici attivi nei contesti scolastici), della glottodidattica e della terza missione (attivazione di percorsi di disvelamento del razzismo linguistico implicito), delle infrastrutture (il materiale raccolto sarà reso disponibile in un LIN.LAB virtuale – in rete – e in uno reale, all’interno del Dipartimento).
 
La ricerca è condotta in collaborazione con atenei cinesi (Wenzhou University e Zhejiang Normal University, che già sostengono il programma di ricerca “Cinese Languages in Italy” presso il DSFUCI, con il COSPE e con la rete delle scuole e delle associazioni (p.e., Associazione Interscambio Culturale Italia Cina) con cui UNISI-DSFUCI già collabora da anni. Per la parte legata alla raccolta e al trattamento dei dati, si avvale della collaborazione con l’infrastruttura europea CLARIN.
 
 

Referente DSFUCI progetto: Silvia Calamai

Costo Complessivo del progetto: 45.000,00 €

Ente finanziatore: Fondazione Alsos. La Fondazione Alsos è un ente privato senza finalità di lucro, promuove e sostiene attività di ricerca, formazione e divulgazione ad alto impatto sociale. Promossa dalla Fondazione Isabella Seràgnoli, ha sede a Bologna

Prin 2017 - Transizione o rivoluzione? Per un nuovo paradigma della lingua e della letteratura francese tra Medioevo e Rinascimento (Cod. 2017JZ9BP7)

Descrizione progetto: Fondato  su studi che hanno permesso di rimettere in discussione cesure tradizionali, il progetto si propone di rinnovare l’approccio alla transizione dal mondo medievale alla cultura moderna francese (secc. XIV-XVI). In una prospettiva interdisciplinare e con l’intento di offrire nuovi strumenti di riferimento, fornirà due prodotti fondamentali: un REPERTORIO delle riscritture in prosa di generi “altri” rispetto all’epica e al romanzo, e un primo INVENTARIO dei testi medievali passati alla stampa. Il primo riguarderà generi “altri” rispetto all’epica e al romanzo (che sono stati oggetto di un precedente progetto, Prin 2009), cioè narrativa breve, materia ovidiana, agiografia, testi allegorici, edificanti, didattici, teatrali. Il secondo colmerà una lacuna, procurando un censimento delle opere letterarie che hanno conosciuto una trasmissione manoscritta e a stampa creando un “canone” trasmesso fino a noi. A questi due prodotti, che comprenderanno l’esame di prima mano di testi, fonti, testimoni, si affiancheranno una serie di STUDI – sull’evoluzione linguistica e letteraria, sui centri di produzione – e di EDIZIONI CRITICHE di opere inedite. Il progetto si colloca in un quadro europeo, grazie a collaborazioni ampiamente collaudate, e mira a formare giovani ricercatori capaci di affrontare tematiche interdisciplinari in una visione diacronica ampia.

Coordinatore nazionale del progetto: Prof. M. Colombo, Università di Milano

Partenariato: Università di Milano (capofila), Università di Siena, Università di Torino, Università di Udine

Referente DSFUCI progetto: Prof.ssa Anne Schoysman, responsabile dell’unità locale

Costo Complessivo del progetto: 353.200,00 €

Finanziamento a favore dell'Unità di ricerca: 76.800,00 €

PRIN 2015 - Alle origini del welfare (XIII-XVI secolo. Radici medievali e moderne della cultura europea dell’assistenza e delle forme di protezione sociale e credito solidale

Descrizione progetto: Il progetto, coordinato dalla prof.ssa Gabriella Piccinni e sviluppato da un gruppo di ricerca formato da due unità dell’Università di Siena (Siena e Arezzo) e da quelle di Parma e Napoli, si prefigge di mettere in luce le origini della cultura europea dell'assistenza, indagando le forme di protezione sociale e credito solidale elaborate nelle città italiane del basso Medioevo e della prima età moderna ed approfondendo il ruolo crescente svolto in questo processo dai poteri politici locali. In tale contesto l'unità di Siena/Arezzo si dedica allo studio dell’assistenza ad una particolare categoria di bisognosi, i ‘poveri laboriosi’ toscani, puntando a ricostruire l’operato di ospedali, enti elemosinieri, confraternite, Comuni e Corporazioni e la sua reale incidenza sulla condizione economica e psicologica dei pauperes. Un’attenzione speciale viene accordata alla composizione della platea dei beneficiati, per chiarire se l’assistenza avesse carattere ‘paritario’ o privilegiasse artigiani e dettaglianti – individui che avevano goduto di una certa rispettabilità e che potevano quindi essere aiutati a recuperare il loro status – rispetto al mondo del salariato meno qualificato, sul quale continuava forse a pesare il ‘pregiudizio meccanico’. Un altro obiettivo è quello di evidenziare quanto, nell’azione assistenziale, fosse concepito come rimedio al malcontento e al disordine sociale o come forma di neutralizzazione della carica, potenzialmente eversiva, di poveri, diseredati e marginali.

Partenariato: Università di Siena (coordinatore), Università di Napoli, Università di Parma

Referente DSFUCI progetto: Prof. Franco Franceschi, responsabile dell’unità locale

Costo Complessivo del progetto: 224.024 €

Finanziamento a favore dell'Unità di ricerca: 37.000 €
 

PRIN 2015 - La scienza e il mito di Galileo tra Seicento e Ottocento

Descrizione progetto: Il progetto intende porre le basi sistematiche per lo studio dell’influenza di Galileo in alcune delle principali aree culturali europee tra Seicento e Ottocento. Intende farlo indagando in primo luogo quanto la scienza galileiana abbia contribuito alla nascita dell’astronomia e della fisica moderna, ma ponendo anche specifica attenzione allo sviluppo del mito di Galileo come simbolo della libertà della ricerca scientifica e della sua autonomia rispetto al potere politico e religioso.

Questo vasto campo di studi risulta in larga misura ancora inesplorato. Sarebbe perciò ingenuo pensare di poterlo adeguatamente scandagliare nel corso di un progetto triennale. Ci proponiamo però di indagarne in profondità alcuni punti nodali e di porre così le basi per ulteriori ricerche future. Attorno a questi snodi decisivi si articolano le indagini delle unità locali che partecipano a questo progetto:

1) La ricezione della scienza e della matematica galileiana nell’Inghilterra e nella Scozia del XVII e del XVIII secolo, con particolare attenzione a Newton e alla Royal Society (Università di Bergamo).

2) L’eredità galileiana in Germania (XVII- XIX sec.): meccanica e filosofia naturale prima e dopo Leibniz (Università di Roma III).

3) L’immagine di Galileo nell’Accademia dei Lincei: 1611-1870 (Università di Cagliari)

4) Galileo e la scienza galileiana nell’insegnamento e nella cultura dei Gesuiti tra Seicento e Ottocento (Università di Catania)

5) L’Encyclopédie e il mito di Galileo negli ambienti liberali e rivoluzionari tra Francia e Italia (Università di Siena)

 

Referente DSFUCI progetto: Massimo Bucciantini

Costo Complessivo del progetto: 331.168