Il teatro e la follia, seminario con Giuliano Scabia e Peppe Dell'Acqua - 19 gennaio

Mercoledì, 11 Gennaio, 2017 - 16:45
Incontro con il poeta e drammaturgo e lo psichiatria, due protagonisti della lotta per la chiusura dei manicomi

Il poeta, drammaturgo e scrittore Giuliano Scabia e lo psichiatria Peppe Dell’Acqua saranno ad Arezzo giovedì 19 gennaio per il ciclo di incontri “Quando c’erano i matti. Viaggi nei territori della follia”, organizzato dal Dipartimento dell’Università di Siena. Insieme ripercorreranno il “Sentiero del teatro accanto alla follia dal 1971 a oggi” con le loro testimonianze e la proiezione di video.

Il seminario si svolgerà nell'aula 3 del campus del Pionta, in viale Cittadini, dalle ore 10 alle ore 18, e sarà introdotto da Massimo Bucciantini e Luca Lenzini.

 

Giuliano Scabia è uno dei fondatori del nuovo teatro italiano, maestro di varie generazioni, artista sperimentatore, “protagonista di alcune tra le esperienze più vive e visionarie degli ultimi anni”, come ha scritto Gianni Celati. Con le azioni a partecipazione nei quartieri, nelle scuole, nei paesi, nei manicomi ha segnato una svolta radicale nel modo di praticare la poesia, il teatro e la scrittura.

Il percorso del teatro accanto alla follia inizia di fatto con la gigantesca statua azzurra in legno e cartapesta di "Marco Cavallo", ideata nel ’72-’73 insieme all’amico pittore Vittorio Basaglia nel manicomio di Trieste diretto da Franco Basaglia, un’esperienza memorabile poi raccontata nel libro “Marco Cavallo” pubblicato da Einaudi nel 1976.

 

Peppe Dell'Acqua,  psichiatra, ha lavorato con Franco Basaglia e ha partecipato alla grande esperienza di trasformazione e chiusura dell’Ospedale psichiatrico di Trieste. Dal 1985 al 2012 è stato direttore del Dipartimento di Salute mentale triestino. Ha pubblicato numerosi saggi, distinguendosi inoltre per la grande attenzione agli aspetti della comunicazione e della formazione, sia degli operatori che delle famiglie di persone con disturbo mentale. È ora direttore della collana “180. Archivio critico della salute mentale”.